giovedì 18 dicembre 2008

La conoscenza parla...

"La conoscenza parla, la saggezza ascolta"

(attribuita a Jimi Hendrix)

Segreti d'artista

Leonardo Piras, scultore specializzato nel trattare il tufo, dichiara in un'intervista televisiva: "inizio a scolpire dalla faccia, perché il tufo è un materiale irregolare, con molti buchi. Se inizio a scolpire da un'altra parte e poi quando faccio il viso ci trovo un buco, poi devo buttare via la statua."

Mi ha colpito il candore della dichiarazione, che però denota anche l'importanza della competenza tecnica tanto nel lavoro dell'artista quanto in quella dell'artigiano. Queste cose o le impari perché te le ha insegnate qualcuno, oppure perché hai già fatto l'errore e questo errore è entrato nel tuo bagaglio di esperienza.

lunedì 15 dicembre 2008

Incidenti di scrittura: casalinghe cinesi per scienziati tedeschi


"Casalinghe calde, giovani donne belle come giada". Questo era scritto - in cinese - sulla copertina dell'ultimo numero della rivista del Max Planck Institute, un autorevole istituto scientifico tedesco. Si trattava di una serie di ideogrammi cinesi che, apparentemente innocenti per il linguista inesperto, sono risultati essere testi promozionali per locali di un "quartiere a luci rosse" di Hong Kong.

Sono gli incidenti che capitano quando si usano le lingue straniere e non si consultano scrittori madrelingua.

martedì 9 dicembre 2008

Più riflessione prima, meno ripensamenti dopo

Io ho cominciato a lavorare con la macchina da scrivere (il "da" va bene, il "per" non è obbligatorio). Scrivevo tutto direttamente a macchina, titoli, testi, radiocomunicati. Solo la ricerca dei nomi di prodotto la facevo scrivendo a mano, e qualche volta i titoli. Nel giro di un paio d'anni sono passato al computer (nel 1985: probabilmente fui uno dei primi nel mondo della pubblicità italiana) e da allora ho sempre scritto col computer, utilizzando i software più diversi. In certi casi usavo i più austeri e scheletrici "text editor" che trovavo, per concentrarmi solo sul testo, eliminando le distrazioni date dalle infinite funzioni di word processor sterminati come Word. In altri casi lavoravo direttamente con programmi di video impaginazione.

Qualche anno fa ho tirato fuori una vecchia macchina del 1930, perfettamente funzionante, per scrivere una lettera. Fu un esercizio affascinante e un vero viaggio nel tempo. Il modo di scrivere, rispetto al computer, fu, improvvisamente, totalmente diverso. Volendo evitare errori e rifacimenti, progettavo ogni singola frase a mente, e poi la scrivevo solo quando la frase era già a punto. Un modo totalmente diverso rispetto al computer, in cui si può partire a scrivere e poi tanto si corregge facilmente. Alla fine, dopo due sole cartelle, ero esausto. Non ero più abituato a un modo di scrivere così differente.

Tutti gli scrittori sanno che gli strumenti influenzano la scrittura. È ben diverso scrivere a matita, con penna e calamaio, con la stilografica, con la macchina da scrivere o col computer. E nell'ambito del computer, è diverso utilizzare questo o quel sistema operativo, scrivere per poi stampare un documento, per mandarlo via e-mail, per un blog. E impaginazione, colori e caratteri lo cambiano ulteriormente.

Nel caso della macchina da scrivere, se non c'è una segretaria per ribattere in bella, occorre più riflessione e progettazione prima, riducendo ogni ripensamento dopo. Nel caso del computer, tutto si può correggere in qualsiasi momento: questo è il suo vantaggio, e talvolta la sua trappola.

domenica 7 dicembre 2008

Il panettone ha la forza di un leone

La prima festa del panettone organizzata da Stanislao Porzio, scrittore freelance autore di diversi libri di gastronomia eccentrica, ha avuto un ottimo esito. Il resoconto è qui.

domenica 30 novembre 2008

La tragedia dei numeri tondi

Idea per un romanzo: il dramma di una donna che pesa esattamente cento chili. Mentre per un uomo pesare cento chili tondi tondi può essere motivo di orgoglio e soddisfazione (il quintale è macho), per una donna è sempre un dramma. Indagine psicologica e simbolica.

mercoledì 26 novembre 2008

L'estensione del copyright a 95 anni: qui topo ci cova.

L'estensione del copyright fino a 95 dopo la morte dell'autore tutela una manciata di eredi di scrittori milionari, e soprattutto gli interessi di grandi case editrici, musicali e cinematografiche.

Mio padre ha scritto diversi libri, da cui ha tratto a suo tempo un modesto arrotondamento dello stipendio e una certa fama nel suo settore professionale. Attualmente l'eredità dei suoi diritti è rappresentata da un periodico estratto conto da una delle sue case editrici (la più seria, probabilmente) e alcune incombenze burocratiche per pochi euro e qualche centesimo. Fra ottant'anni gli eredi (se i nostri figli si sposano e hanno due figli a testa) dovrebbero essere una ventina di persone che probabilmente non si conosceranno nemmeno (in 95 anni ci passano almeno 4 generazioni: provate a guardare indietro 95 anni nella vostra famiglia: chi li conosce i cucini di primo e secondo grado del bisnonno? Chi li conosce tutti i suoi pronipoti?).

Se tra 70 anni mio pro-nipote trovasse un libro del trisnonno e decidesse di pubblicarlo gratuitamente sulla Internet del futuro, con chi dovrebbe fare la trattativa per ottenere i diritti? Con "x" cugini sconosciuti? Con gli eredi di un piccolo editore che magari ha chiuso quaranta anni prima?

L'estensione dei diritti a 95 anni serve quasi unicamente agli eredi di Oscar Wilde, Luigi Pirandello e Walt Disney. E molto di più alle grandi case editrici che hanno interesse a mantenere loro l'esclusiva per altri anni.

Guarda caso negli Usa e successivamente in Europa l'estensione dei diritti d'autore ha sempre avuto luogo, oggi come nei passati decenni, in prossimità della scadenza dei diritti dei primi cartoni animati di Topolino, Mickey Mouse. Una coincidenza?

Basta ipocrisia sulla crisi


Basta con l'ipocrisia. I più colpiti dalla crisi sono i ricchi. Uno stagista che perde un lavoro da 500 euro, ci rimette 6000 euro su base annua. Se invece limano solo dell'1 percento i profitti di Mediaset, la famiglia Berlusconi perde mllioni di euro.

lunedì 24 novembre 2008

L'evanescente differenza fra editoria digitale e cartacea


Due punti di vista opposti sul tema dei blog e dell'editoria:


Roberto Cassinelli, l'autore della proposta di legge "salva-blog" .

Alessandro Bottoni su Punto Informatico, che sostiene che sarebbe meglio fare meno questioni di lana caprina e cercare di semplificare le cose, invece di aggiungere nuovi strati legislativi e sottili distinzioni fra giornalisti e non giornalisti, editoria su carta ed editoria digitale.

domenica 23 novembre 2008

sabato 22 novembre 2008

10% idea, 90% organizzazione

Sono andato all'inagurazione di Re Panettone, la Festa del Panettone organizzata a Milano dallo scrittore e gastronomo Stanislao Porzio a Palazzo Litta. Hanno anche presentato il libro di Stanislao "Il panettone - Storia, leggende, segreti e fortune di un protagonista del Natale".
Immagine di Il panettone


L'evento è partito molto bene. Ventitre pasticcerie, metà di Milano, l'altra metà dal resto d'Italia, tanta gente che assaggiava i diversi panettoni, e ne comprava al prezzo speciale di 18 euro al chilo (il panettone artigianale, per lavorazione e ingredienti, normalmente viene venduto dai 20 euro in su, almeno a Milano).

L'idea di organizzare una Festa del Panettone secondo me è un'idea geniale, una di quelle idee che, quando te ne parlano (Stanislao me ne aveva parlato nel giugno scorso, quando già ci lavorava da qualche mese), dici: "ma come mai nessuno ci aveva pensato prima?".

Però, come il 99,9% delle idee geniali, è anche questa la dimostrazione che l'idea è solo il punto di partenza.

L'"idea" infatti non basta. Il problema vero è l'organizzazione. Infatti il bravo e paziente Stanislao ha lavorato molti mesi per tirare le fila di tutto: chiedere il patrocinio del Comune, cercare degli sponsor, contattare le pasticcerie, trovare la location adatta (e Palazzo Litta, con il suo piccolo e bel teatro, a metà strada fra il Castello e il Duomo di Milano è una location veramente appropriata per un dolce così milanese).

L'idea ha anche bucato fra i media: ho visto le troupe di due televisioni, e ho sentito un'intervista a Radio Popolare che parlava dell'evento.

Complimenti a Stanislao Porzio che certamente dedicherà buona parte dei prossimi dodici mesi all'organizzazione della prossima Festa del Panettone.

Questa prima edizione è stata un piccolo gioiello organizzativo. Con pochi mezzi e tanto lavoro Stanislao ha dato l'avvio a un evento che, se il Comune e gli sponsor saranno lungimiranti, avrà grande importanza in futuro per l'immagine di Milano e per l'arte pasticciera.

giovedì 20 novembre 2008

Blog e libertà di stampa.


Alessandro Bottoni scrive qui un bell'articolo su Blog e libertà di stampa. Lo spunto è la recente proposta di legge per "disciplinare" la comunicazione editoriale, giornalistica e amatoriale su Internet.

Una cosa che non sapevo: la confusa normativa che prevede il divieto per pubblicazioni "contrarie al buon costume" parte dalla Costituzione, articolo 21.

martedì 18 novembre 2008

Se devi fotografare una donna nuda o semi nuda...


... in ogni caso è meglio che sia giovane e bella.

Questa è l'indicazione che si trae da due immagini diversissime che stanno facendo discutere i benpensanti milanesi qui e qui.

Il terzo incomodo


La Lombardia comincia ad accorgersi che esistono anche i lavoratori freelance, non solo "lavoratori dipendenti" e "imprese".

Confindustria e Sindacati, in Italia, non hanno ancora capito due semplici concetti:

1. Ci sono lavori che non possono essere svolti come "dipendenti classici", salvo rarissimi casi: ad esempio traduttori, scrittori, sviluppatori software, web designer, web writer eccetera.

2. Non tutti i freelance vogliono o posso crescere come imprese, però non vogliono o non possono (vedi punto precedente) essere assunti come lavoratori dipendenti.

giovedì 13 novembre 2008

Panettone artigianale a 18 euro al chilo


Organizza Stanislao Porzio, uno scrittore freelance che da qualche anno si dedica un po' troppo al cibo... (clicca qui)

mercoledì 12 novembre 2008

Scrittori commerciali


Su William Shakespeare si è scritto di tutto, come osserva David Youmore su Ted Disbanded.

Una cosa che viene invece scritta poco è il fatto che William Shakespeare era un autore estremamente commerciale. Dubbi sulla reale identità non ne esistono. L'esistenza di Shakespeare è ampiamente documentata, così come la paternità delle sue opere. E' poco noto invece il fatto che Shakespeare scriveva per vivere, e ne ricavava, indirettamente, un discreto reddito.

A quell'epoca il concetto di diritto d'autore non era ancora stato elaborato. L'autore teatrale veniva compensato per la sua opera una volta per tutte, e per continuare a guadagnare doveva scrivere altre opere a getto continuo. Le quali diventavano proprietà della compagnia, gelosamente custodite nel caso di commedie di successo.

Shakespeare, essendo anche attore e impresario, guadagnava anche dalle rappresentazioni della sua opera teatrale. Ma non tutte: solo quelle a cui partecipava lui, o che aveva organizzato lui. Oltre a un talento smisurato come scrittore, aveva quindi anche una grandissima sensibilità di ciò che veniva apprezzato dal pubblico, composto da tutte le classi sociali, un po' come la televisione generalista nei decenni passati.

Con la differenza che al teatro, se uno spettacolo non piace, il feedback arriva subito, senza mediazioni.

sabato 8 novembre 2008

Festa del panettone


Un mio caro amico, Stanislao Porzio, organizza il primo festival del panettone artigianale. Si terrà a Milano, a Palazzo Litta, il 22 e 23 novembre 2008, dalle 11 alle 20, con ingresso libero. Ci saranno decine di pasticcerie con panettoni di tutti i tipi, le forme e le dimensioni. Pare, sottolineo pare, che ci saranno assaggio libero e possibilità di acquisto a prezzo speciale.

Stanislao Porzio è anche lui uno scrittore freelance, autore nei ritagli di tempo di diversi libri di gastronomia alternativa (dal panettone ai menu del vecchio West...).

Suo il blog "Cibi da strada", dedicato alla ristorazione veloce e precaria di baracchini, pizzerie al trancio, piadinerie e così mangiando. Unica critica da parte mia: il suo blog offre poco spazio ai cibi vegetariani :-)

venerdì 7 novembre 2008

Renato Soru alle Invasioni Barbariche


Domanda di Daria Bignardi: "In barca preferirebbe dividere la cabina con Maurizio Gasparri o con Michela Vittoria Brambilla?"

Risposta di Renato Soru: "Maurizio Gasparri è un politico di cui effettivamente non ho nessuna stima."

Il primo weekend


Yes, weekend.

Le graffette del Comune di Milano


Tempo fa ero a Milano con il mio zoppicante telefonino+palmare Handspring Treo. Fra un impegno e l'altro, consulto l'agenda e il telefonino si inchioda. Unico sistema per resettarlo, la punta segreta inserita nello stilo, da infilare in un buchino vicino all'alloggiamento della SIM. Problema: da mesi avevo perso lo stilo. Possibile soluzione: prendere una graffetta, raddrizzarla e usare quella. Finché non riesco a fare il reset, non posso né fare né ricevere telefonate.

Ma ero per la strada, alle due del pomeriggio. Un colpo di fortuna: passo davanti a una sede comunale distaccata, il tempio della burocrazia. Penso: "entro e chiedo se mi danno una graffetta".

Entro e chiedo se possono darmi una graffetta. Risposta: "Non possiamo. Ne abbiamo solo una."

La cosa incredibile non è che in un ufficio comunale sono senza graffette. Quello può capitare. La cosa incredibile è che ne hanno una, ed è così preziosa che la tesaurizzano.

domenica 2 novembre 2008

La proposta Siae di tassare l'ADSL rientra immediatamente

La proposta Siae di tassare le ADSL, lanciata in occasione degli "Stati Generali del Cinema" rientra immediatamente e il comunicato stampa sparisce dal sito.

Qui altre riflessioni sul tema del copyright, equo compenso e così via.

Da parte mia devo aggiungere che la posizione degli editori e dei produttori multimediali è molto ipocrita, quando dicono di voler tutelare gli artisti e il loro lavoro.

Per il primo libro che ho pubblicato, circa quindici anni fa, nonostante un certo successo, non ho mai ricevuto un soldo di diritto d'autore. Se volessi farlo, l'unica strada che ho per far valere i miei diritti è una costosa causa civile (alcune migliaia di euro per recuperare una somma analoga o forse inferiore al costo della causa), dall'esito incerto, e senza alcuna possibilità di risarcimento punitivo qualora si dimostrasse l'eventuale torto o mala fede dell'editore.

Se pero' un editore pensa che io fotocopi un suo libro, copi un cd o dvd, anche per uso privato, può mandarmi i carabinieri a casa per un presunto reato penale.

E' evidente la totale asimmetria delle due situazioni, in cui il più forte ha strumenti ai limiti del vessatorio a sua disposizione, mentre il più debole ha strumenti più limitati e meno efficaci (soprattutto se si pensa all'inefficiente farraginosità della giustizia civile).

venerdì 31 ottobre 2008

La Siae propone l'ennesima tassa


Dopo aver abusato della pazienza degli italiani con dispositivi come il barocco e illegittimo obbligo del "bollino" sui cd, la Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori) propone una tassa sulle ADSL, partendo dal presupposto che chi usa ADSL sia automaticamente un pirata.

Oltretutto la Siae, associazione che a lungo è stata in amministrazione controllata, sottovaluta completamente il fatto che spesso, le case e gli uffici di chi usa linee a banda larga traboccano di CD e DVD legittimissimi.

Io stesso ho migliaia di libri, centinaia di CD e DVD regolarmente acquistati a caro prezzo e, dopo aver anche visto molte centinaia di film al cinema, sono un po' seccato dal fatto di essere sempre considerato un potenziale pirata. Sono anche un po' seccato del fatto che, ogni volta che metto nel lettore di DVD un disco legittimamente acquistato, devo essere obbligato per circa un minuto a leggere minacce legali di gente che in realtà continua a fatturare sempre di più anche grazie all'allargamento del mercato determinato dai nuovi media digitali.

Gente che dovrebbe ringraziarmi, invece di minacciarmi e cercare di tassare ulteriormente linee ADSL che in Italia sono anche troppo costose.

giovedì 30 ottobre 2008

Perché gli uomini hanno più potere

Secondo me una parte della spiegazione è semplice: in tutti i campi gli uomini generalmente sono più disponibili oppure più portati a correre dei rischi.

Per ognuno dei maschi dell'élite al potere, ci sono centinaia o migliaia di uomini che ci hanno provato e non ci sono riusciti. Nel caso delle donne, probabilmente questa proporzione è minore.

Quante donne, come Walt Disney e Donald Trump, fondano la loro seconda o terza azienda dopo essere falliti e rimasti senza un soldo?

Gli stessi Steve Jobs e Bill Gates sono dei "falliti" universitari che hanno abbandonato gli studi. Molto probabilmente le loro compagne di corso con molto buon senso si sono laureate, trovato un buon lavoro, trovato un buon marito, mentre i giovani Jobs e Gates si giocavano prima le rispettive camicia e poi le rispettive aziende in scommesse 100 a 1. Per ognuno di loro ci sono centinaia o migliaia di start-up, guidate prevalentemente da uomini, che sono fallite o si sono fermate a livelli di successo inferiori.

Ma nel mondo del lavoro è esperienza comune che le donne siano mediamente più brave e preparate degli uomini.

Sì, ma anche se la media è più bassa, fra gli uomini è più facile trovare sia gli scimmioni sia i talenti eccezionali. E sono questi ultimi che forniscono il vivaio di Amministratori Delegati, Politici, Artisti e Scienziati di primo piano, con il filtro di una feroce selezione naturale e innaturale.

Senza contare che, sia pure con le dovute eccezioni, per arrivare ai massimi livelli occorre in molti casi anche una certa dose di focalizzazione ossessiva ai limiti del patologico che è più tipicamente maschile che femminile. Forse non è un caso se l'autismo è un problema più diffuso fra i maschi. E per avere successo essere un po' autistici oppure un po' ossessivi spesso aiuta.

La domanda difficile è "queste differenze sono di genere o culturali?" Secondo me la parte culturale ha un grosso peso, anche se le donne sono conniventi in questa cultura che favorisce gli uomini.

martedì 28 ottobre 2008

Snob at work


Questo post di Ted Disbanded e buona parte dei suoi commenti sono la prova che, nel giudicare la creatività pubblicitaria, la componente ideologica e soggettiva ha un peso enorme anche fra "esperti".

Personalmente non sono un feticista delle auto, prediligo i mezzi pubblici e amo andare a piedi. Ma da giovane ho lavorato per AutoCapital e ho imparato a valutare il punto di vista degli appassionati di auto e di auto d'epoca.

Da quel punto di vista, il film è egregio, colpisce perfettamente il cuore degli appassionati di motori, da quelli più tecnici a quelli più superficiali.

Da un punto di vista strettamente tecnico cinematografico, se si vuol fare gli snob l'idea forse non sarà gran che, ma è certamente ammirabile la capacità organizzativa nel mettere insieme, sia pure a caro prezzo, tanti modelli di Ferrari in così tante location.

venerdì 24 ottobre 2008

Facebook e i romanzi dell'800


Sul Corriere della Sera, alcune considerazioni su Facebook e sui presunti pericoli psicologici e sociali del social networking. Sono allarmi già visti nei decenni e persino nei secoli passati.

La cosa interessante infatti è che timori analoghi, in passato, sono stati espressi sui videogiochi, sui fumetti, sul cinema, sulla televisione, sui fotoromanzi e persino sui romanzi quando, nel XIX secolo, grazie all'industrializzazione dell'editoria, cominciò a diffondersi la letteratura in tutti gli strati della popolazione, dalla letteratura più nobile fino ai romanzi d'appendice.

Il libro, infatti, è una forma di realtà virtuale estremamente efficace.

Le famiglie osservavano preoccupate il ragazzo che passava ore divorando i racconti di Emilio Salgari o di Jules Verne, Charles Dickens o Alessandro Dumas, la ragazza che passava ore sui romanzi di Emily Dickinson, le sorelle Brönte, Jane Austen o Mary Louise Alcott. Ragazzi che potevano trovarsi ad affrontare analoghi problemi psicologici e analoghe confusioni fra realtà e fantasia come quelle attribuite oggi ai social network.

lunedì 20 ottobre 2008

Immagini dal mondo


Immagini dal mondo della microfotografia. Immagini così belle che non hanno bisogno di parole, a parte un titolo.

domenica 19 ottobre 2008

Internet, privacy e anonimato


Alcune interessanti riflessioni di Massimo Mantellini sui temi sollevati da alcune superficiali considerazioni di Francesco Pizzetti (il Garante della Privacy) su Rete e Privacy.

mercoledì 15 ottobre 2008

C'è posta per tutti


Marco Massarotto, gentilmente, ricorda qui l'esistenza del mio libro "Posta Tosta, e-mail efficaci in azienda, nella vita privata, nel marketing", insieme al molto più recente "Email Marketing" di Roberto Ghislandi. Il mio è uscito nel 2001 e in questo frattempo devo prendere atto del fatto che è caduto il trattino nella parola "email". Di Roberto Ghislandi ho avuto modo di apprezzare la documentazione di un seminario sull' Email Marketing da lui tenuto in Asseprim nel marzo 2007. Purtroppo non ho potuto seguirlo perché dovevo tenere un altro seminario subito dopo. Il mio libro riguarda più l'uso personale dell'e-mail (a me il trattino continua a venire :-), anche se contiene molte indicazioni utili per chi fa marketing.

martedì 14 ottobre 2008

Ops, m'è scaduto il libro...


Chi comprerebbe un libro che dopo tre anni rischia di diventare illeggibile?

Il problema della musica in formato digitale è ben chiarito molto sinteticamente qui.

Punti di vista


“Questo è uno dei miei
quello è un estraneo”;
cosí sono i discorsi dei meschini:
ma coloro che fanno grandi cose
hanno la terra intera per famiglia.

Da Jambudvipa

lunedì 13 ottobre 2008

Buone notizie


L'innovazione in Italia va talmente lenta rispetto al resto d'Europa che anche una presa di corrente sui treni diventa l'occasione per una buona notizia. :-)

lunedì 6 ottobre 2008

I baffi di Hitler


Quante cose si possono capire dai libri di una persona? Lo studioso dell'Olocausto Timothy Ryback ha scritto "Hitler's Private Library: The Books That Shaped his Life", un'analisi della libreria personale di Adolf Hitler, l'odioso dittatore responsabile della Seconda Guerra Mondiale e della conseguente uccisione di milioni di uomini, fra cui milioni di ebrei. A quanto pare, Hitler amava sottolineare i passi che riteneva più interessanti. Una delle sottolineature più impressionanti probabilmente è stata, secondo il recensore del libro, quella in un saggio di un certo Paul de Lagarde: "Ogni singolo fastidioso ebreo è un affronto all'autenticità dell'identità tedesca".
Esaminando i libri di Hitler, a pagina 160 di un saggio sull'architettura berlinese, Timothy Ryback ha trovato un pelo nero che sembrerebbe provenire da un baffo.

(dalla recensione su "The Economist", 4 ottobre 2008, sezione Books and Arts)

giovedì 2 ottobre 2008

Meraviglia delle meraviglie


"L'uomo comune si stupisce per le cose strane. L'uomo saggio si stupisce per le cose comuni."

Confucio

Cosa c'è di più stupefacente dei delicati movimenti di una mano quando scrive o disegna?

sabato 27 settembre 2008

Stop al lavoro minorile


Da "Mamma in corriera" riprendo questo invito a firmare la petizione per dire Stop al lavoro minorile.

La pubblicità è l'arte del riciclo


Mizio, Ted e KTTB, tre importanti direttori creativi di altrettante importanti agenzie, hanno citato un'operazione virale Diesel che ha generato una serie di osservazioni sull'originalità nella creatività pubblicitaria. Apparentemente, molti creativi italiani pensano, romanticamente, che la pubblicità per essere "creativa" debba essere assolutamente originale. Non solo: l'eccellenza creativa non sarebbe neppure possibile senza "originalità".

A mio parere, il concetto di "originalità" è un mito, e lo è particolarmente in pubblicità (ne ho parlato a lungo anche nella lista di discussione dell'Art Directors Club Italiano, anni fa). La comunicazione pubblicitaria raramente è originale. Quasi sempre si tratta dell'utilizzo di concetti, linguaggi, forme espressive già collaudati altrove che, quando non sono più "originali" trovano infine ospitalità sulle pagine pubblicitarie e negli spot televisivi.

Tre esempi di grandi campagne che hanno fatto epoca - ma non per la loro presunta "originalità":

Il film "1984" di Apple, ha numerosi debiti, fra cui una certa somiglianza con il mondo descritto nel video "Another Brick in the Wall" dei Pink Floyd, uscito l'anno prima. Non è originale. Senza il libro di George Orwell non avrebbe potuto esistere. La grande idea di quel film stava nell'utilizzare il concetto proprio nell'anno 1984, e con una pianificazione media mai attuata prima (una sola uscita nell'ambito del Super Bowl).

L'ammiratissima campagna "Think Different", sempre di Apple, si basa su un gioco di parole sul modo di dire americano "Think big" (pensa in grande"), ripreso negli anni sessanta dalla citatissima campagna per il Maggiolino Volkswagen "Think small". Ad illustrare il concetto della campagna Apple, foto di repertorio di grandi personaggi della storia, della scienza, della letteratura.

Lo storico manifesto per i Jeans Jesus uscito in Italia negli anni settanta con la foto di un pregevole sedere femminile vestito di cortissimi minishort Jesus, oltre ad avere come visual un'immagine "banale" (semplicemente un sedere molto sexy), aveva come titolo una frase vecchia di duemila anni: "Chi mi ama mi segua". Cionostante, è stato un manifesto geniale.

In tutti e tre i casi, il lavoro creativo è consistito nella semplice ricombinazione di elementi esistenti. Nessuna "originalità", tantomeno nessuna "originalità assoluta".

Una delle rare eccezioni alla mia tesi forse è la campagna "O così o Pomì", uscita per lanciare la salsa di pomodoro in tetrapak: uno di quei rari casi in cui il titolo, estremamente efficace, sintetico e realmente mai detto prima, è diventato un nuovo modo di dire.

I casi di "originalità", tanto nell'arte quanto in pubblicità, sono molto rari. In cinquanta o sessanta secoli di arti figurative, fino all'avvento degli Impressionisti, gli artisti non si sono mai particolarmente sforzati di essere originali. E l'"originalità assoluta" probabilmente non esiste neppure.

Persino l'unica vera forza creatrice che conosciamo, la natura, lavora per semplice trasformazione e mutazione dell'esistente. Figuriamoci se la pubblicità può "creare".

martedì 23 settembre 2008

Troooooppo computer?

Da mio altro blog, alcuni consigli utili per chi passa troppo tempo davanti al computer a lavorare (o a giocare), qui.

domenica 21 settembre 2008

La nascita del linguaggio

'Sarebbe assurdo affermare che "Qualcuno, in qualche posto, pronunciò la prima parola. E qualcun altro capì." (...) Il linguaggio non ebbe "inizio". Il linguaggio, in tutte le sue innumerevoli forme, si sviluppò nel corso di centinaia di milioni di anni.'

Steven Roger Fischer, 'A History of Language', 1999

Crisi di settore (per modo di dire)

La quattro maggiori etichette della produzione audiovisiva mondiale (Time Warner, Disney, News Corp, Viacom) aumentano utili e fatturato negli ultimi quattro anni. Sono gli stessi che lamentano una poliennale crisi di settore aggravata dalla pirateria...

(dal blog di Stefano Quintarelli)

Male non fare, paura non avere


Ecco una bella sintesi di quali problemi provoca sottovalutare cose come la riservatezza delle comunicazioni e sopravvalutare il diritto di ingerenza degli stati nella vita privata dei cittadini:

'Mio nonno diceva spesso: “male non fare, paura non avere”. Poi però è andato al potere Benito Mussolini ed ha stabilito che molte cose che mio nonno riteneva del tutto innocue erano “male”. Alla fine, Benito ha regnato indisturbato per vent’anni e mio nonno (che pure era un fascista convinto) ha dovuto andarsene in Belgio.'

Dal blog di Alessandro Bottoni

giovedì 18 settembre 2008

Scrivere, un mestiere difficile

Per imparare a scrivere in modo chiaro, efficace, piacevole occorre leggere molto, studiare le tecniche, avere un po' di talento e, soprattutto, scrivere migliaia di pagine.