mercoledì 7 marzo 2012

Lezioni di Giornalismo (29) - Usa i termini pittoreschi come marò fino allo sfinimento

Un vero giornalista italiano, quando incappa in un termine pittoresco o bizzarramente suggestivo, lo usa fino allo sfinimento senza verificare il significato.

È il caso di "marò", termine colloquiale usato insistentemente a sproposito da telegiornali, radio nazionali e testate varie, dall'autorevole Corriere della Sera in giù.

Il marò, nella Marina Militare italiana, è il marinaio semplice senza specializzazioni e, nel caso del Battaglione San Marco e di altri corpi speciali della Marina, la recluta. Secondo voi nelle missioni all'estero mandano le reclute e nelle missioni antipirateria mandano i marinai senza specializzazioni?

Quindi chiamare  insistentemente "marò" i due Fucilieri di Marina arrestati in India (ovvero due sottufficiali con almeno due anni di addestramento e probabilmente almeno un anno di servizio attivo)  è appropriato come chiamare due giornalisti professionisti "praticanti" per darsi un tono di conoscere l'ambiente.

Ovvero, è una autentica stupidaggine.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

per prenedre lezioni c'è sempre tempo, per carità, ma allo zelante scrittore che se ne sta un gradinetto più su di noi giornalisti pecoroni voglio segnalare che il dizionario Gabrielli ( ed. hoepli) sotto la voce "marò" recita esplicitamente: marinaio del battaglione San Marco. facciamo che ognuno si riefrisce al dizionario che più gli aggrada e la finiamo lì... rimandando le lezioni ad altra ( sicura) ocacsione.
con simpatia mario marchi

Anonimo ha detto...

Marò e Lagunari in Africa occidentale

In arrivo oggi a Rota (Spagna) il contingente delle forze anfibie italiane destinato a partecipare alla "West African Training Cruise", esercitazione addestrativa multinazionale che vedrà impegnate, per i prossimi due mesi, forze da sbarco statunitensi, spagnole e italiane lungo le coste dell'Africa occidentale (Guinea, Nigeria, Senegal e Ghana). La "crociera" addestrativa si prefigge non soltanto lo scopo di verificare ed incrementare i livelli di capacità operativa e di integrazione dei tre Paesi della NATO nel particolare settore, ma anche quello di addestrare e di sostenere le capacità militari dei Paesi africani ospitanti a fronte ad eventuali crisi locali.
L'Italia partecipa con un plotone (circa 50 uomini) di Lagunari del Reggimento "Serenissima" dell'Esercito, rinforzato da una squadra di Marò del Reggimento "San Marco" della Marina Militare. Al seguito dei Lagunari sono anche i loro mezzi da sbarco protetti, i barchini d'assalto e i gommoni, sui quali troveranno posto anche i colleghi marines americani e i fanti di mare spagnoli.
Il contingente italiano è partito dal porto di Napoli il 1° ottobre a bordo di una unità della marina militare statunitense. Nel porto di Rota si uniranno una seconda unità della marina USA ed un plotone di fanteria di mare spagnolo, per fare poi rotta alla volta della Guinea.
Il rientro in Italia è previsto il 7 dicembre a Venezia.

Dal sito http://www.btgsanmarco.it/

Se non lo sanno loro...

Gianni Lombardi ha detto...

Cari colleghi, la lingua la fa lì'uso, per cui se i mezzi di comunicazione di massa rendono comune un errore, questo può diffondersi e diventare anche un'eccezione tollerata o addirittura la regola (un esempio è la parola "bagnasciuga", usata impropriamtente da Mussolini e diventata sinonimo di "battigia").

Da parte mia ho fatto il militare in Marina, e a quell'epoca i marò erano i marinai semplici senza qualifica (e, nel BSM, le reclute). Sule navi dove sono stato imbarcato i marò erano i marinai addetti alle pulizie dei servizi comuni.

Per quel che riguarda il link del BSM, faccio notare che invece qui la parola "marò" non compare da nessuna parte: http://www.btgsanmarco.it/sanmarcooggi/sanmarcooggi.htm

È un testo lunghissimo che descrive il Battaglione San Marco. Se fosse di uso normale nel BSM, forse comparirebbe un po' di più.

Gianni Lombardi ha detto...

PS- diciamo la verità: il motivo per cui il termine marò ha avuto tanto successo nei giornali è che, essendo corto, risulta comodo nei titoli :-)