domenica 11 marzo 2012

Ho comprato il Kindle. Meglio della carta.

Dopo molte indecisioni, dovute più che altro alla grande prudenza nelle spese determinata dalla perdurante crisi economica mondiale, e la costante diminuzione del reddito che per vari fattori ho subito a partire dal 2003, mi sono deciso e ho comprato il Kindle, l'e-book reader di Amazon. Il Kindle è un e-book reader, ma anche un distributore automatico di libri sempre accessibile, e uno dei miei timori è quello di trovarmi ad acquistare troppo liberamente libri che poi non leggerò mai.

Conoscevo già l'aggeggio, per averne seguito la nascita e averne letto molto nel corso degli anni. Ma l'esperienza diretta è spesso molto più interessante di quella raccontata.

Pur essendo il modello da 99 euro, quello più economico della gamma e l'unico in vendita in Italia, trovo che sia un prodotto eccellente. Manca dell'eleganza estetica Apple (che è sempre un valore aggiunto importante e ingiustamente sottovalutato dai suoi critici), ma è comunque un prodotto che ha una sua bellezza, è molto ben progettato, facile da usare, semplice e intuitivo.

In dieci minuti, dall'apertura del pacco, leggevo già il mio primo libro.

Caricare libri è molto semplice, inoltre c'è una grande disponibilità di classici gratuiti in varie lingue, sia sul sito Project Gutenberg (oltre 50 lingue), Liber Liber (italiano) e altri siti, oltre ad Amazon stesso.



Il Kindle ha anche dei limiti. Uno importante è che penalizza fortemente i libri illustrati, perché il monitor è in condizione di rappresentare solo il bianco e nero, quindi la qualità delle immagini è quella delle foto della stampa quotidiana di qualche anno fa. Si tratta di problemi tecnologici per cui non è ancora in vista una soluzione economica ed efficace, almeno se si vuole una superficie riflettente come la carta e non retroilluminata. Il vantaggio del Kindle (importante per me che vivo al mare) è che si può leggere molto bene anche in pieno sole, mentre nelle stesse condizioni tablet e computer sono illeggibili. L'assenza di retroilluminazione si traduce anche in una lunga durata della batteria, altro fattore importante in un lettore portatile.

Più comodo dei libri di carta
Un dato molto importante a mio parere: la comodità. Una volta presa la manualità necessaria (abituarsi a premere il pulsante per cambiare pagina) leggere con Kindle è più comodo e agevole che con la carta: L'oggetto è piccolo e sempre ugualmente maneggevole, mentre i libri sono di peso e formato molto variabile, e più sono belli più sono pesanti. Inoltre, secondo me, il Kindle affatica di meno l'occhio, perché aprendo il libro la pagina di carta è spesso curva e, se patinata, più spesso ha riflessi fastidiosi. Lo schermo del Kindle è anch'esso riflettente, ma, essendo piatto, basta cambiare leggermente l'angolo per eliminare tutti i riflessi.

Tra l'altro, leggere sul Kindle è come leggere un libro con tutte le pagine a destra e notoriamente, almeno nella prima metà del libro, la pagina destra è più agevole da leggere rispetto alla sinistra.

In tre giorni, nei ritagli di tempo, ho letto un libro sul pranayama scaricato da Amazon, ho riletto Michele Strogoff (in traduzione inglese, perché la traduzione italiana è a pagamento), sto rileggendo Psmith Journalist di PG Wodehouse e Sadhana di Rabindranath Tagore (questi due scaricati da Project Gutenberg).

Consigli e problemi
Insomma io lo consiglio, soprattutto se si vogliono leggere classici e libri gratuiti in lingua straniera. I libri commerciali disponibili su Kindle sono molti, in genere costano meno del cartaceo ma molti editori, secondo me per miopia, avidità e anche per tutelare lo status quo di stampatori e distributori, spesso fanno sconti insufficienti. Siccome in Italia carta, stampa, confezionamento e distribuzione del cartaceo pesano intorno al 50-60% rispetto al prezzo di copertina, e la produzione di ebook è commercialmente meno rischiosa di un libro cartaceo, lo sconto dell'ebook dovrebbe essere, in generale, non inferiore al 60% del prezzo di copertina del cartaceo.

I problemi di lungo periodo sono: come cambierà la gestione della libreria personale e familiare nell'arco di dieci o venti anni? Con tutte le informazioni sulle abitudini di lettura che un sistema così centralizzato come quello di Amazon raccoglierà nel tempo, cosa succederà nel rapporto fra editori, distributori, autori e lettori? Come cambieranno i termini di pagamento del libro?

Il futuro della carta

I libri di carta probabilmente avranno ancora molti anni di vita, in particolare (secondo me) i due estremi: da una parte i tascabili molto economici, e dall'altra parte  i libri illustrati di formato grande e medio grande, e le edizioni in cui la qualità tipografico-editoriale è importante. Per capirci: chi vuole rileggersi I Promessi Sposi si cercherà una copia digitale gratuita; chi vuole leggere un best seller recente si comprerà la copia digitale. Ma dovrebbe restare un mercato per un'edizione critica dei Promessi Sposi impostata filologicamente e con illustrazioni ricercate, a meno che non nascano in futuro degli ebook reader di grande formato, a colori, per uso domestico, ma per il momento ne dubito. Dovrebbe restare un mercato anche per i libri da viaggio e da svago di costo basso e non impegnativi.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

a me questi aggeggi fanno venire male agli occhi
meglio il libro
è vero che si consuma la carta, ma esiste anche quella riciclata e non è bello essere così schiavi di elettronica e tecnologia

Gianni Lombardi ha detto...

Nel caso del Kindle, prima devi provare. Siccome il monitor NON retroilluminato, non stanca la vista e, almeno nella mia esperienza, è anche meglio della carta: puoi ingrandire il carattere, non ha riflessi fastidiosi come la carta patinata, lo schermo è perfettamente piano per cui l'occhio mette sempre a fuoco alla stessa distanza. La curvatura della carta costringe a una messa a fuoco variabile, e nel caso della carta patinata può rendere ineliminabili i riflessi. Nel caso del Kindle basta uno spostamento di due millimetri per eliminare ogni riflesso.