martedì 9 dicembre 2008

Più riflessione prima, meno ripensamenti dopo

Io ho cominciato a lavorare con la macchina da scrivere (il "da" va bene, il "per" non è obbligatorio). Scrivevo tutto direttamente a macchina, titoli, testi, radiocomunicati. Solo la ricerca dei nomi di prodotto la facevo scrivendo a mano, e qualche volta i titoli. Nel giro di un paio d'anni sono passato al computer (nel 1985: probabilmente fui uno dei primi nel mondo della pubblicità italiana) e da allora ho sempre scritto col computer, utilizzando i software più diversi. In certi casi usavo i più austeri e scheletrici "text editor" che trovavo, per concentrarmi solo sul testo, eliminando le distrazioni date dalle infinite funzioni di word processor sterminati come Word. In altri casi lavoravo direttamente con programmi di video impaginazione.

Qualche anno fa ho tirato fuori una vecchia macchina del 1930, perfettamente funzionante, per scrivere una lettera. Fu un esercizio affascinante e un vero viaggio nel tempo. Il modo di scrivere, rispetto al computer, fu, improvvisamente, totalmente diverso. Volendo evitare errori e rifacimenti, progettavo ogni singola frase a mente, e poi la scrivevo solo quando la frase era già a punto. Un modo totalmente diverso rispetto al computer, in cui si può partire a scrivere e poi tanto si corregge facilmente. Alla fine, dopo due sole cartelle, ero esausto. Non ero più abituato a un modo di scrivere così differente.

Tutti gli scrittori sanno che gli strumenti influenzano la scrittura. È ben diverso scrivere a matita, con penna e calamaio, con la stilografica, con la macchina da scrivere o col computer. E nell'ambito del computer, è diverso utilizzare questo o quel sistema operativo, scrivere per poi stampare un documento, per mandarlo via e-mail, per un blog. E impaginazione, colori e caratteri lo cambiano ulteriormente.

Nel caso della macchina da scrivere, se non c'è una segretaria per ribattere in bella, occorre più riflessione e progettazione prima, riducendo ogni ripensamento dopo. Nel caso del computer, tutto si può correggere in qualsiasi momento: questo è il suo vantaggio, e talvolta la sua trappola.

2 commenti:

Andrea Cinalli ha detto...

Beh, che dire? Hai evidenziato i pro e i contro della macchina da scrivere e del computer... Io - ti dico - prediligo quest'ultimo...

Yogasadhaka ha detto...

Be'. ovviamente la macchina da scrivere è ormai superata.