sabato 20 giugno 2009

Digitale terrestre, bella patacca

Se i diversi governi italiani avessero fatto per la banda larga e la diffusione di adsl nelle case almeno la metà di quello che hanno fatto per il digitale terrestre, l'Italia sarebbe un paese molto più avanzato.

Da qualche mese dispongo di un televisore con decoder per ricevere le trasmissioni tv nella modalità "digitale terrestre". Non sono un tecnico elettronico ma uso il computer da trent'anni, i servizi online e poi Internet dai primi anni novanta. Penso di poter dare un giudizio da utente qualificato.

Dall'età della pietra all'età del bronzo.
Il digitale terrestre comporta un progresso enorme rispetto alla trasmissione televisiva analogica: più qualità e alcune informazioni utili.

Però interfaccia e qualità delle informazioni sono talmente rudimentali che un servizio Internet analogo sarebbe stato considerato primitivo e insoddisfacente nel 1994. Insomma: la tv, in termini di interattività e integrazione multimediale delle informazioni, sta passando dall'età della pietra all'età del bronzo. E' il progresso tecnologico che ci dà chi ci governa.

Non so quanto alcune cose dipendano dal sistema o dall'applicazione sul mio particolare modello di televisore, per cui chiedo scusa in anticipo per eventuali confusioni fra le due problematiche.

"E ora va in onda..."
Un vantaggio del digitale terrestre è che si possono avere sul video le informazioni sul programma in corso e di tutti gli altri canali. Oddio, tutti. Diciamo molti.

Le informazioni sulla trasmissione sono però parallele e scollegate dalla trasmissione stessa: se su Raiuno secondo le info alle 20.00 c'è l'educativo quiz dei pacchi, nel riquadro in cui si vede il canale potrebbe esserci indifferentemente la coda della trasmissione precedente, la pubblicità, o anche un'altra trasmissione.

Inoltre le informazioni sulle trasmissioni vengono diffuse, per qualche motivo tecnico, "per famiglie di canali": se uno accende su Raiuno e visualizza la guida, può vedere le info su Raiuno, Raidue, Raitre ecc, ma non quelle di Rete4, Canale 5, Music TV ecc. Per vederle, occorre sintonizzarsi almeno per qualche secondo su uno dei canali "della famiglia", e allora appaiono. Probabilmente significa che le info vengono trasmesse insieme al video e poi aggiornate periodicamente quando si passa per un canale del gruppo, però significa anche che non c'è integrazione nel servizio. La guida dei programmi è utile per decidere cosa guardare fra quello che offrono i diversi canali, ma se per avere i programmi è necessario sintonizzarsi su alcuni canali in successione, l'utilità viene in parte vanificata, almeno nei primi cinque minuti di accensione dell'apparecchio. Un difetto di progettazione che su Internet non passerebbe inosservato. Inoltre, apparentemente, nessuno studio è stato fatto sulla fruibilità e usabilità dell'interfaccia.

Problemi a gestire pochi K di testo al giorno.
C'è poi il tema dell'aggiornamento e della rilevanza delle informazioni. Con le migliaia di dipendenti di Rai, Mediaset e tutto il comparto radiotelevisivo, con i miliardi di euro che costa tenere in piedi un canale televisivo, sembra che non abbiano ancora risolto il problema di fornire in modo tempestivo, esauriente e senza errori di ortografia, informazioni attendibili sulle trasmissioni in corso e delle ore seguenti. L'equivalente di pochi K di testo al giorno.

Particolarmente nel caso di Mediaset, ma anche nel caso della Rai, spesso c'è il titolo della trasmissione in corso e poi "nessuna informazione". Inoltre, almeno per ora, non c'è alcuna attenzione redazionale alla fornitura di informazioni utili per godere della trasmissione. Nel caso del talkshow, raramente viene indicato il tema della serata, ancora più raramente i nomi degli ospiti, mai qualche indicazione sulla scaletta. Nel caso del varietà, le indicazioni sono ancora meno. Lo spontaneismo di Twitter è anni luce avanti, in fatto di informazioni in tempo reale.

Nel caso dei film, non viene mai indicato l'anno di produzione dello stesso, e quando viene data qualche indicazione sulla trama, sono due righe chiuse dai puntini di sospensione.

Il nodo al fazzoletto 2.0
La perla del sistema è la possibilità di programmare la visione delle trasmissioni.

Se stai guardando il telegiornale sul primo e non vuoi perderti l'inizio del film sul secondo, puoi programmarlo: all'ora convenuta il sistema ti avvisa e, se non fai nulla, cambia automaticamente canale. Ma la "programmazione" è una semplice sveglia: non essendoci integrazione fra trasmissione video e informazioni digitali, se il film è previsto alle 20.45, a quell'ora il sistema ti avvisa, ti chiede cosa vuoi fare e, se non fai niente, dopo qualche secondo cambia canale. Dove trovi la coda della trasmissione precedente perché le trasmissioni iniziano sempre regolarmente in ritardo. Inoltre il sistema si basa sull'ora dell'orologio interno che tu hai impostato, quindi se l'hai impostato sbagliato, sbaglia orario. Considerando che le svegliette radiocontrollate esistono da decenni, complessivamente il digitale terrestre è veramente una patacca primordiale. E il bello è che comunque è un po' meglio della tv analogica.

D'altra parte chi elegge primi ministri settantenni magari riceve in cambio tutti i frutti della saggezza dovuta all'età, però anche questo genere di innovazione tecnologica. Chi va per questi mari, questi pesci piglia.

3 commenti:

stark ha detto...

Perfetta analisi. Per uno che da anni è abituato a vedere quel che gli pare, all'ora che vuole, semplicemente cliccando col mouse, il digitale terrestre è un progresso ben misero.

La storia della sincronizzazione degli orari di visione poi è pazzesca: non siamo ancora riusciti a trovare un modo per dire al televisore "questo programma comincia adesso"? Lo showview per videoregistratori funziona altrettanto male, ma esiste da vent'anni...

Marco ha detto...

Quello degli orari è una cosa ben chiara, non centra nulla la tecnologia, semplicemente ti "permettono" di vedere la pubblicità.... casomai tu ti dimenticassi, vent'anni fa nei videoregistratori era presente la funzione che lo metteva in pausa per i minuti di pubblicità, all'estero funzionava, in Italia no.

Gian Paolo ha detto...

da ieri sui canali RAI e MEDIASET sul DTT del Lazio, mi arriva come oraro e data ore,7,30, data giorno del mese corretto, giorno della settimana errato (oggi domenica arriva giovedì) ed anno 2036.
Questo non consente alcuna pianificazione delle registrazioni, poichè il decoder non la segnala.
Potete spiegarmi ed aiutarmi?
Grazie