sabato 23 giugno 2012

La falla logica delle privatizzazioni. Perché quelle dei servizi pubblici non funzionano.

Io sono sempre stato abbastanza favorevole alle privatizzazioni. Effettivamente, in genere, le aziende private sono più efficienti di quelle pubbliche.

C'è però una falla logica nel ragionamento, che è tanto ovvia quanto inosservata. Le aziende private sono più efficienti perché quelle inefficienti, in genere, falliscono. Ma le aziende pubbliche privatizzate non possono fallire. Ecco il problema.

È noto che la mortalità delle nuove aziende è altissima: circa due su tre chiudono entro due anni, per vari motivi, dalla lite fra soci alla mancanza di capitale, alle errate valutazioni del mercato potenziale. Questo significa che se apro dieci aziende per distribuire acqua minerale a bar e ristoranti, dopo due anni me ne restano aperte, ed efficienti, al massimo tre o quattro. Sei o sette hanno chiuso o stanno per chiudere per problemi gestionali, amministrativi, finanziari o di marketing non previsti al momento della loro fondazione. Oppure, semplicemente, erano gestite male.

Ma se apro dieci aziende privatizzate per gestire l'acqua di dieci comuni? Dopo due anni probabilmente avrò tre o quattro aziende sane. E sei o sette aziende indebitate o mal gestite che però non possono chiudere, e che qualcuno dovrà sostenere con l'ossigeno e con trasfusioni di sangue.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

chiudono e si rifà la gara.. piuttosto si deve lavorare bene sulle gare e sulle autority di controllo se si vuole privatizzare bene.. (e cambiare regole di assegnazione con obiettivi da mantenere e possibilità di far subentrare altri, velocizzare la giustizia civile, ...)

tommaso ha detto...

Caro freelance, grazie per la tua sollecitazione ma la premessa del tuo ragionamento ("effettivamente, in genere, le aziende private sono più efficienti di quelle pubbliche") è "ideologica", ossia non supportata da dati empirici, anzi, smentita ampiamente dalla attuale letteratura scientifica.

Tutti i più recenti e completi studi in materia di privatizzazione dei servizi pubblici essenziali quali il servizio idrico giungono alla medesima conclusione: fra gestione pubblica e privata non si è in grado di determinare quale sia la più "efficiente" ma le gestioni privatizzate risultano in genere considerevolmente più costose (per il necessario margine di profitto che deve essere garantito agli investitori, profitto che non è ovviamente l'obiettivo di una gestione pubblica). In compenso è minore l'efficacia sociale del servizio privatizzato (minore universalità, riduzione degli investimenti effettivi, precarizzazione lavoro ecc).

Quale sia l'interesse dei grandi capitali privati (perlopiù internazionali) ad accaparrarsi servizi essenziali a domanda anelastica è evidente, a maggior ragione in epoca in cui si riduce (seppur non troppo) il ritorno sugli investimenti speculativi e in cui il sistema finanziario globale (banche e istituzioni fanziarie private) esiste solo grazie a "salvataggi pubblici", dopo aver dunque mostrato una assoluta e mostruosa "inefficienza"(stranamente mai ricordata dai sostenitori dell'ideologia dell'efficienza privata).

Si tratta insomma dell'ennesimo trasferimento di ricchezza verso l'alto supportato da un roboante apparato propagandistico e dalla riduzione sistematica dei fondi alla ricerca scientifica pubblica e indipendente, ossia non finanziata proprio da coloro che hanno interesse a privatizzare. Cordialmente
Tommaso Fattori

Gianni Lombardi ha detto...

Tommaso, secondo me non hai letto bene il post.