sabato 1 maggio 2010

"Il Fatto" e "il Manifesto": utili per il primo, solidarismo per il secondo

Il Fatto Quotidiano ha pubblicato nella sua edizione cartacea del primo maggio i risultati del suo bilancio 2009. In soli tre mesi di attività ha generato utili per circa due milioni di euro. Di questi una quota sarà distribuita agli azionisti, e una quota analoga andrà ad aumentare il capitale sociale.

Il caso del Fatto Quotidiano dimostra che è possibile fare informazione indipendente senza necessariamente contare su sovvenzioni pubbliche, e senza dover contare su padrini pubblicitari (molte testate italiane vivono anche grazie a una combinazione di fondi pubblici e di contratti compiacenti di concessionare pubblicitarie amiche).

Invece di invocare con riflesso condizionato le provvigioni per la stampa "a difesa del pluralismo" e il solidarismo dei lettori ogni due o tre anni, Il Manifesto fa bene a studiarsi la lezione, così come, da diversi anni, avrebbe dovuto studiare con attenzione anche gli aspetti di marketing dei casi di Radio Popolare e del blog di Beppe Grillo.

Infine, è assurdo che in Italia i quotidiani vengano finanziati con soldi pubblici, col risultato che i finanziamenti pubblici aumentano gli utili delle testate commerciali e consentono di vivacchiare testate che non hanno mercato a parte l'autorefenzialità politica (e mi riferisco a diverse testate di partito o pseudo-tali).

1 commento:

giornalismo investigativo ha detto...

infatti!
Ma al Manifesto da tempo non sanno come fare un quotidiano e confondono la loro incompetenza con un problema di libertà di stampa.
Comodo così.