Il Fatto Quotidiano ha pubblicato nella sua edizione cartacea del primo maggio i risultati del suo bilancio 2009. In soli tre mesi di attività ha generato utili per circa due milioni di euro. Di questi una quota sarà distribuita agli azionisti, e una quota analoga andrà ad aumentare il capitale sociale.
Il caso del Fatto Quotidiano dimostra che è possibile fare informazione indipendente senza necessariamente contare su sovvenzioni pubbliche, e senza dover contare su padrini pubblicitari (molte testate italiane vivono anche grazie a una combinazione di fondi pubblici e di contratti compiacenti di concessionare pubblicitarie amiche).
Invece di invocare con riflesso condizionato le provvigioni per la stampa "a difesa del pluralismo" e il solidarismo dei lettori ogni due o tre anni, Il Manifesto fa bene a studiarsi la lezione, così come, da diversi anni, avrebbe dovuto studiare con attenzione anche gli aspetti di marketing dei casi di Radio Popolare e del blog di Beppe Grillo.
Infine, è assurdo che in Italia i quotidiani vengano finanziati con soldi pubblici, col risultato che i finanziamenti pubblici aumentano gli utili delle testate commerciali e consentono di vivacchiare testate che non hanno mercato a parte l'autorefenzialità politica (e mi riferisco a diverse testate di partito o pseudo-tali).
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La Fieg dovrebbe occuparsi seriamente di quei due problemi, invece di cercare ulteriori sovvenzioni. Ma forse, avendo perso tempo nei quarant'anni appena trascorsi, pensano che la strada delle sovvenzioni sia l'unica facilmente percorribile per gente con poco coraggio e poca fantasia.